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Sylvie Romieu
Tragedies de Racine
Sylvie risale il tempo per ritrovare l’infanzia,
i luoghi dove la memoria ha fissato le immagini.
Costruisce un labirinto di fotografie-specchio
creando una nuova letteratura.
Immagini al posto delle parole, scatole nere per la punteggiatura.
Pagine e pagine che si incastrano le une dentro le altre
come nella memoria, dove il senso non è lineare.
E’ nel sogno che si trova la chiave.
Dove il simbolo e il mistero regnano.
Dove vero e falso si inscatolano.
Sylvie propone un viaggio segreto, poetico e tragico.
Per raccontare questa storia personale usa uno specchio
e la trasforma in un racconto universale.
Claudio Isgrò
courtesy galleria Alberto Weber








