Maren Ollmann

fotografa
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Nasce sul Mare. Il Baltico di Eutin, vicino Lubecca.
Origini turche, il cromosoma mediterraneo si miscela con un lucido e romantico pensiero tedesco.
Quella per la fotografia è una vocazione, dall’adolescenza. Da subito il nudo femminile, contenitore simbolico di resistente bellezza. Il segno erotico non è accentato, il nudo è condizione normale dell’essere, ha scopo narrativo.
Il desiderio di realizzarsi la porta a Berlino. Oranienstrasse, l’esperienza multiforme della città-isola, la contrapposizione urbana di quei primi irripetibili anni 80. Il Muro è una macchina del tempo quotidiana, come in un paesaggio di fantascienza russa puoi cambiare dimensione da un momento all’altro. L’amore la porta via da Berlin.
Vive e fotografa a Torino.

Il 2 luglio 2010 in Nietzsche Fabrik:

Maren Ollmann
I Coralli rossi o L’Assenza
(Sehnsucht)
Racconto-storia, attimi di un’anima più esposta al dubbio, o più tormentata, o -meglio- più Sehnsuchtig di altre.
Sehn è guardare, andare verso, presentire, intravedere ciò cui si è destinati e già ci appartiene ma… non è qui?
Non c’è mai un vero ritratto, come alla completezza mancasse qualcosa, nel percorso di una ricerca non facile, in quel conosciuto dolore del non vivere ciò che dobbiamo voler e poter vivere.
Sucht è dipendenza ma Maren dice nostalgia, mancanza, desiderio di essere pieni. Il colore rosso riempie e occupa uno spazio vuoto, lo spazio che a volte ospita e altre attende “ciò che ci spetta”.
In tutti gli scatti c’è una parte rossa, visibile ma potrebbe anche non esserlo: una parte che viene in primo piano, come diventassimo più trasparenti e un’aura, rossa, diventasse palpabile.
Un percorso di fotografie. Ciascuna su un piedistallo, nell’esclusiva intimità del rapporto a due tra immagine e spettatore. Chi osserva, in un momento di riservatezza, è forse nelle vicinanze della propria Sehnsucht.

nella Ferrofficina di Blumig


(DoP)